EMERGENZA POPILLIA JAPONICA

 

A partire dalla metà di luglio è stata purtroppo rilevata lungo la valle del Ticino la presenza di un insetto originario dell’Estremo Oriente che risulta un temibile parassita di numerose specie vegetali: il coleottero giapponese (Popillia japonica).

Al momento è stata accertata la presenza del coleottero giapponese nel Parco Naturale del Ticino piemontese nei territori compresi tra Pombia e Galliate e nel Parco Naturale del Ticino lombardo nei territori di Turbigo, Robecchetto e Nosate. 

Questo insetto è incluso nella normativa fitosanitaria europea (Direttiva 2002/89/CE, Parte A - Allegato 2) che comprende gli organismi di quarantena di cui si deve evitare l’ulteriore diffusione in Europa. Il ritrovamento di Popillia japonica nella Valle del Ticino costituisce la sua seconda comparsa nel continente europeo, successiva a quella nelle isole Azzorre (Portogallo).

Gli adulti, simili a dei piccoli maggiolini, attaccano e provocano erosioni spesso ingenti su foglie, fiori e frutti di piante erbacee, arbustive ed arboree coltivate e spontanee. Inoltre le larve si nutrono di radici e risultano particolarmente dannose ai manti erbosi. 

Nel Nord America questo coleottero risulta dannoso su ben 106 specie vegetali. Tra le specie colpite più comuni si segnalano la fragola, il pomodoro, la vite, la rosa, il pero, il pesco, il mais, la soia, il nocciolo e l’olmo.

Considerata l’elevata pericolosità di questo insetto il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte in collaborazione con l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore si è prontamente attivato per monitorare e contenere il più possibile la presenza del parassita. L’azione di contenimento nel mese di luglio è stata attuata con la cattura manuale degli insetti adulti. Nella prima metà di agosto nel Parco del Ticino piemontese sono state posate ed attivate 30 trappole a feromoni che consentono catture massali più efficaci, come si è potuto constatare in occasione del primo controllo effettuato il 12 agosto. Alla vigilia di ferragosto si stima che nel Parco del Ticino piemontese sono stati catturati oltre 10.000 esemplari del coleottero parassita. Nei prossimi giorni è prevista la posa ed attivazione di ulteriori 25 nuove trappole.

Al fine di attuare il meglio possibile le azioni di monitoraggio e cattura l’Ente Parchi oltre ad avvalersi del proprio personale tecnico e di vigilanza si è avvalso delle due servizio-civiliste in forza all’ente ed ha richiesto la collaborazione degli altri Enti Parco della Regione Piemonte, delle squadre AIB di Bellinzago e Varallo Pombia, delle Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia di Novara e dell’Associazione “Amici del Ticino”. Già nella scorsa settimana si è beneficiato della collaborazione del personale di vigilanza degli Enti di Gestione delle Aree Protette del Po e della Collina Torinese e delle Aree Protette della Valle Sesia. Hanno inoltre dato la loro disponibilità altri 5 Enti Parco, gestori delle Aree Protette delle Riserve pedemontane e delle Terre d’acqua, dei Sacri Monti, del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, del Po Cuneese e del Parco Naturale delle Alpi Marittime.

 

Chiunque ritrovi degli esemplari di Popillia japonica è invitato a raccoglierli  e distruggerli.

Si invita inoltre a segnalare eventuali ritrovamenti in aree nuove rispetto a quelle già conosciute inviando la segnalazione ai seguenti indirizzi email:

sportelloforestale@parcoticinolagomaggiore.it

entomologia@regione.piemonte.it

 

Per ulteriori informazioni su Popillia japonica apri l’allegato pdf ricavato dalla relativa voce di Wikipedia.

 


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