Un agricoltore alla
guida del Parco fluviale
più grande d’Europa

Miele, riso, frutta,bufale per produrre mozzarelle made in Ticino. Ci sono tutte le carte da calare sul tavolo per unmarchio che tuteli l’agricoltura all’interno del parco fluviale più grande d’Europa, la Valle del Ticino che dal LagoMaggiore scivola verso la Lomellina distendendosi su due sponde: complessivamente 100 mila ettari (di cui 10 mila in Piemonte, gli altri in Lombardia). E’ il progetto che Marco Avanza, neo presidente del Parco del Ticino e Lago Maggiore (Regione Piemonte), vuole concretizzare da quando è stato chiamato al timone. Avanza, 41 anni, è un agricoltore di Casalino (Novara), titolare dell’azienda «La Pista », dove coltiva riso. Ed è la prima volta che un’area protetta come quella fluviale viene affidata a un imprenditore agricolo: «Nessun stupore - dice - perché siamo proprio noi agricoltori le prime sentinelle del territorio, coloro che difendono l’ambiente». A sostenerlo in questo obiettivo è già arrivato un riconoscimento. Per la prima volta, infatti, l’Unesco ha scelto il Parco come «case history » inviando sul posto una delegazione per studiare da vicino la gestione di una riserva speciale, un laboratorio vivente dove si dimostra come sia possibile coniugare la tutela delle risorse ambientali e la conservazione della biodiversità con lo sviluppo turistico sostenibile. Insomma, un progetto pilota dal quale Avanza vuole trarre spunto per arrivare a un marchio Doc: «Essere riconosciuti riserva della biosfera dall’Unesco ci spinge a realizzare il programma Mab (Man and biosphere). Le presenze certificate dall’Istat rappresentano una risorsa per tutto il territorio e un potenziale per gli agricoltori che operano all’interno del Parco». Un centinaio le aziende, di medie e piccole dimensioni. «Per gli imprenditori che aderiranno al progetto - prosegue il presidente - il marchio sarà un valore aggiunto. Non pensiamo a produzioni biologichema a un’agricoltura ecocompatibile, da conseguire con un disciplinare». Obiettivo ravvicinato è Expo 2015, l’appuntamentomilanese che dal Ticino dista pochi chilometri. Guardando a quel traguardo Avanza pensa di valorizzare la produzione agricola all’interno del parco, tutelandola con una «griffe»: «Vogliamo presentare un pacchetto che coinvolga tutti i principali soggetti agricoli del Piemonte orientale, soprattutto per quanto riguarda la coltivazione del riso. E in questo senso abbiamo già contattato i consorzi irrigui Est e Ovest Sesia, con la Baraggia vercellese ». Fra i punti di eccellenza anche importanti siti archeologici soprattutto nella zona dei Lagoni di Mercurago, dove è presente un sito palafitticolo riconosciuto dall’Unesco.


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> Intervista a Marco Avanza
Articolo di Gianfranco Quaglia